sabato 10 ottobre 2026

Elisir dell'immortalità: centrifugato di zucca, carote e gazzosa


Nuovo appuntamento con la rubrica "vista in rivista"! Siamo quasi alla metà di ottobre e la festa più paurosa dell'anno si avvicina. E' vero, Halloween 🎃non è una festa che appartiene alle nostre tradizioni ma, oramai, anche i bambini italiani hanno preso l'abitudine di mascherarsi e fare dolcetto o scherzetto, oppure organizzarsi per fare piccole festicciole a tema. In realtà non solo i più piccoli ma anche ragazzi più grandi amano festeggiare la notte di Halloween e negozi e vetrine sono addobbati con zucche, lanterne e ragni giganti già da tempo. 
Personalmente adoro questa festa, perché mi piace preparare dolcetti e biscotti paurosi per i più piccoli, addobbare casa con zucche e cappelli stregati. 
La ricetta che vi presento oggi, che poi di ricetta vera e propria non si tratta, l'avevo adocchiata da tempo su uno dei miei tanti numeri di Alice Cucina, ogni anno mi ero ripromessa di provarla ma per una ragione o per un'altra è poi passata indietro a tutte le mille cose da fare. Questa volta, complice la nostra rubrica, ho finalmente provato questo Elisir dell'immortalità 🎃👻


Le mie considerazioni 👻
Nella ricetta non è indicata la quantità di gazzosa da usare. Io sono andata per tentativi, aggiungendone un pochino per volta e fermandomi quando la bevanda era di mio gusto. 
Anche le dosi a persona non sono indicate sulla rivista, ma credo dipenda da quanta gazzosa utilizzerete, oltre che dalla grandezza dei bicchieri che userete per servire la bevanda. Personalmente con le dosi indicate qui sotto ho riempito tre bicchieri per l'acqua. 


Elisir dell'immortalità: centrifugato di zucca, carote e gazzosa 🎃
Fonte ricetta: Alice Cucina - novembre 2014
Ingredienti 
- 200 g di polpa di zucca
- 4-5 carote
- 60 g di zucchero di canna
- 1 gazzosa (1/5 litro)
- rotelle di liquerizia 

Procedimento
- Tagliate la polpa della zucca a dadini, mondate le carote e tagliatele a rondelle.
- Centrifugate tutto e raccogliete il succo ottenuto in una brocca di vetro.
- Aggiungete la gazzosa e lo zucchero di canna.
- Mescolate accuratamente.
- Guarnite con le rotelle di liquerizia e servite. 



Ed ecco le altre ricette viste in rivista per voi 

venerdì 2 ottobre 2026

Coviglia napoletana al caffè


Nuovo appuntamento con le amiche di Italia nel Piatto che dedica questa uscita al caffè in occasione della "Giornata internazionale del caffè", che si è celebrata il primo di ottobre. 
La "Giornata Internazionale del Caffè" è stata istituita nel 2015 dall'International Coffee Organization (ICO) per promuovere il consumo di caffè, sostenere i coltivatori e valorizzare il commercio equo e solidale. 
Di regione in regione vi presenteremo ricette della tradizione a base di caffè e per la Campania vi posto un altro classico napoletano: la coviglia al caffè!



La coviglia napoletana 
La coviglia è un semifreddo che nasce verso la fine del 600 come dolce da servire in coppette alla nobiltà del tempo durante i banchetti. 
Il nome coviglia deriva, probabilmente, proprio dal termine spagnolo cubillo, che era il tipico contenitore di metallo in cui venivano servite le prime coviglie. In realtà, oggi questi contenitori sono stati abbandonati per motivi igienici e le coviglie sono servite in bicchieri monouso o in vetro, pare però che in alcuni laboratori artigianali partenopei le coviglie siano ancora servite nel tradizionale contenitore di metallo. 

Contenitore tradizionale o più moderno le coviglie ne hanno fatto di strada dalla loro nascita: già a partire dal 1800 questi semifreddi dalla consistenza cremosa si diffusero nelle storiche caffetterie e pasticcerie napoletane per arrivare fino a noi oggi, conservando la caratteristica di un dolce semplice ma sempre alla moda. 


Oggi la coviglia viene considerata una dei precursori del gelato moderno, molto apprezzata dai napoletani e dai turisti, servita in diversi gusti, tra cui caffè, cioccolato, nocciola.

Oltre ai diversi gusti, le coviglie possono essere realizzate in due modi: c'è la versione con soli albumi montati a neve e la versione che utilizza anche il tuorlo, oltre alle chiare montate a neve. 
Io ho preparato le mie coviglie al caffè con i soli albumi montati a neve con lo zucchero, questo per avere un dolce più "leggero".


Coviglia al caffè napoletana 
- 100 g di albume d'uovo (io ho usato quello in brik già pastorizzato) 
- 80 g di zucchero semolato 
- 2-4 tazzine di caffè ristretto freddo
- 200 g di panna da montare (per me vegetale) 
- Cioccolato fondente da grattugiare

Procedimento
- Montate la panna e tenetela da parte
- Versate lo zucchero e gli albumi nella ciotola della planetaria e montate fino ad ottenere un composto chiaro e compatto
- Addizionate la panna al composto di albumi e zucchero montati a neve ferma, mescolate con movimenti lenti, dall'alto verso il basso per non smontare il composto. 
- Aggiungete al composto il caffè, una tazzina alla volta, sempre mescolando con movimenti delicati.
- Trasferite la mousse in tazze monoporzione, cospargete con cioccolato fondente grattugiato e trasferite in congelatore per tre ore prima di servire. 

Ed ecco le altre proposte regionali per il tema di oggi 

Liguria: la pànera, il semifreddo genovese al caffè

Lombardia La Barbajada antica bevanda milanese al caffè cacao e panna

mercoledì 16 settembre 2026

Orecchiette pugliesi al grano arso, melanzane e scaglie di pecorino, con Nduja calabrese


Riprende il nostro appuntamento fisso con le amiche di "La pasta è magia". 
Per questa ripartenza vi propongo un piatto semplice e saporito realizzato con queste meravigliose orecchiette al grano arso, acquistate in Puglia.
Quando andiamo al mare facciamo sempre spesa in quella bancarelle che si trovano verso Gallipoli vecchia e, oltre qualche bella ceramica, prendo sempre le orecchiette, variando i gusti. Le mie preferite sono sicuramente queste al grano arso, dal sapore deciso e rustico. 


Orecchiette pugliesi al grano arso con melanzane, scaglie di pecorino e Nduja calabrese. 
Ingredienti per 4 persone
- 300 g di orecchiette al grano arso
- 3 melanzane
- 2 spicchi di aglio
- 3 cucchiai di Nduja calabrese*
- Olio extravergine di oliva
- Formaggio pecorino
- Sale

Note
* Io ho usato dell'Nduja spalmabile che non era molto forte, quindi regolatevi con il sapore del vostro salame. 

Procedimento 
  1. Lavate e spuntate e pelate le melanzane, poi tagliatele a cubetti
  2. Fate imbiondire gli spicchi d'aglio nell'olio e friggetevi le melanzane. Salate.
  3. Intanto cuocete la pasta 
  4. A cottura delle melanzane eliminate l'aglio e trasferite gli ortaggi in un piatto. 
  5. Fate sciogliere l'nduja nella stessa padella delle melanzane, attenzione non aggiungete altro condimento. 
  6. Quando il salume è sciolto addizionate anche le melanzane e le orecchiette prelevate con un colapasta o una schiumarola. 
  7. Saltate la pasta con il condimento per alcuni minuti, impiattate e servite con pecorino grattugiato a scaglie. 

 


Ed ecco le altre proposte di oggi 😋

giovedì 10 settembre 2026

Torta alle mandorle e pere


Dopo una breve pausa, riprende anche la nostra rubrica "vista in rivista" che, vi ricordo, ogni mese vi propone ricette viste e provate per voi sulle nostre amate riviste di cucina. 
Per questo nostro primo appuntamento post vacanze vi propongo una torta da credenza diversa dal solito, buona e semplice da realizzare. Vi assicuro che quando proverete questo dolce lo rifarete più e più volte. 



Le mie considerazioni
Attenzione ai tempi di cottura, che nel mio caso sono risultati minori rispetto a quelli indicati sulla rivista. 
Io ho usato delle pere sciroppate (le mie fatte in casa). 
Ho fatto più volte questa ricetta, usando come copertura anche della granella di pistacchio che ha dato una consistenza più "sgranocchiosa" alla superficie. 



Torta alle mandorle e pere 🍐
Fonte ricetta: Più Dolci - Ottobre 2016 
Dosi per 6/8 persone (anche 10)
- 180 g di burro a temperatura ambiente
- 3 uova
- 150 g di zucchero semolato
- 180 g di farina 00
- 6 g di lievito per dolci
- 1 pizzico di sale
- 2 cucchiai di latte
Inoltre
- 70 g di mandorle polverizzate (farina di mandorle)
- 300 g di pere mondate a cubetti (clicca qui per la ricetta delle mie sciroppate)
- 25 g di mandorle in scaglie

Procedimento
  1. Preriscaldate il forno a 175°C 
  2. Versate il burro, lo zucchero, la farina, il sale e il lievito in una ciotola capiente. 
  3. Aggiungete le uova, poi con un miscelatore elettrico lavorate l'impasto fino a renderlo liscio e cremoso (io ho fatto tutto in planetaria).
  4. Mettete da parte un quarto della massa e versate il resto in uno stampo da 20 cm di diametro, unto e infarinato.
  5. Cuocete la torta nel forno per 18/20 minuti (per me 15)
  6. Intanto mescolate le mandorle polverizzate e le pere a cubetti alla farcia tenuta da parte, aggiungete anche i 2 cucchiai di latte. 
  7. Sfornate la torta e distribuite sulla superficie la farcitura alle pere, poi completate con le mandorle a scaglie. 
  8. Rimettete in forno e protraete la cottura per altri 40 minuti (per me 30). Il dolce deve dorare in superficie, fate comunque la prova stecchino. 
  9. Sfornate la torta e ponete a raffreddare su una gratella. 


Ed ecco le altre ricette viste in rivista per voi 😉
Daniela Plumcake ai mirtilli
Elena Crema catalana al rosmarino 
Milena  Gelato di pistacchio e yogurt greco al miele (senza gelatiera)  

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