giovedì 10 settembre 2026

Torta alle mandorle e pere


Dopo una breve pausa, riprende anche la nostra rubrica "vista in rivista" che, vi ricordo, ogni mese vi propone ricette viste e provate per voi sulle nostre amate riviste di cucina. 
Per questo nostro primo appuntamento post vacanze vi propongo una torta da credenza diversa dal solito, buona e semplice da realizzare. Vi assicuro che quando proverete questo dolce lo rifarete più e più volte. 



Le mie considerazioni
Attenzione ai tempi di cottura, che nel mio caso sono risultati minori rispetto a quelli indicati sulla rivista. 
Io ho usato delle pere sciroppate (le mie fatte in casa). 
Ho fatto più volte questa ricetta, usando come copertura anche della granella di pistacchio che ha dato una consistenza più "sgranocchiosa" alla superficie. 



Torta alle mandorle e pere 🍐
Fonte ricetta: Più Dolci - Ottobre 2016 
Dosi per 6/8 persone (anche 10)
- 180 g di burro a temperatura ambiente
- 3 uova
- 150 g di zucchero semolato
- 180 g di farina 00
- 6 g di lievito per dolci
- 1 pizzico di sale
- 2 cucchiai di latte
Inoltre
- 70 g di mandorle polverizzate (farina di mandorle)
- 300 g di pere mondate a cubetti (clicca qui per la ricetta delle mie sciroppate)
- 25 g di mandorle in scaglie

Procedimento
  1. Preriscaldate il forno a 175°C 
  2. Versate il burro, lo zucchero, la farina, il sale e il lievito in una ciotola capiente. 
  3. Aggiungete le uova, poi con un miscelatore elettrico lavorate l'impasto fino a renderlo liscio e cremoso (io ho fatto tutto in planetaria).
  4. Mettete da parte un quarto della massa e versate il resto in uno stampo da 20 cm di diametro, unto e infarinato.
  5. Cuocete la torta nel forno per 18/20 minuti (per me 15)
  6. Intanto mescolate le mandorle polverizzate e le pere a cubetti alla farcia tenuta da parte, aggiungete anche i 2 cucchiai di latte. 
  7. Sfornate la torta e distribuite sulla superficie la farcitura alle pere, poi completate con le mandorle a scaglie. 
  8. Rimettete in forno e protraete la cottura per altri 40 minuti (per me 30). Il dolce deve dorare in superficie, fate comunque la prova stecchino. 
  9. Sfornate la torta e ponete a raffreddare su una gratella. 


Ed ecco le altre ricette viste in rivista per voi 😉
Daniela Plumcake ai mirtilli
Elena Crema catalana al rosmarino 
Milena  Gelato di pistacchio e yogurt greco al miele (senza gelatiera)  

domenica 6 settembre 2026

Come fare la farina di carrube in casa


Qualche anno fa mi è stato regalato dai miei genitori un piccolo carrubo che da un paio di anni ha iniziato a produrre i suoi frutti dolci e profumati. Quest'anno in particolare ne ho fatto una bella raccolta e siccome io cerco sempre di recuperare tutto quello che madre natura mi offre, ho deciso di cimentarmi nella preparazione della farina di carrube. 
Prendendo spunto di qua e di là in rete ho trovato un mio sistema per fare la farina. Il risultato è stato più che soddisfacente, ora devo solo iniziare ad utilizzarla in qualche ricetta che pubblicherò sicuramente in futuro. 
 

Caratteristiche nutrizionali della farina di carrube
Le qualità nutrizionali della carruba e della sua farina sono conosciute fin dai tempi antichi, dalle popolazioni del Mediterraneo e del Medio Oriente, come alimento energetico, un dolcificante naturale e un rimedio medicinale. Nel tempo l'uso della carruba come alimento umano si è perso, divenendo invece una risorsa in ambito zootecnico. Oggi, però, si assiste a una riscoperta di questo frutto e delle su eccellenti qualità nutrizionali per l'uomo. 
Esistono due tipi di farina di carrube: quella  ottenuta dalla macinazione della polpa zuccherina e quella ottenuta dalla macinazione dei semi, quest'ultima utilizzata nell'industria alimentare come addensante per dolci, gelati e prodotti per neonati. 
La farina ottenuta dalla polpa è un'ottima sostituta del cacao, infatti, essendo priva di caffeina, rappresenta un'alternativa per le persone che devono evitare sostanze stimolanti; tra l'altro, il suo sapore e il suo profumo ricordano molto quello del cacao, ma con note aromatiche tostate più marcate. 
La farina di carrube è l'ideale per dolcificare e aromatizzare yogurt, frullati, creme, per realizzare dolci e primi piatti. 
La farina di carrube è ricca di fibre, vitamine del gruppo B, vitamine A ed E; contiene inoltre diversi sali minerali, tra cui: Calcio, Potassio, Magnesio e Ferro. 
Dal punto di vista energetico 100 g di farina apportano intorno alle 250 Kcal. 


Il Carrubo 
Il Carrubo (Ceratonia Siliqua) è una pianta sempreverde, tipica del mediterraneo, con un portamento elegante e imponente: il suo tronco, in particolare, può raggiungere dimensioni considerevoli ed assumere un aspetto tortuoso, molto simile a quella delle piante di olivo centenarie. La pianta adulta ha un'altezza compresa tra i 5 e i 10 metri, una chioma folta e tondeggiante.
Il Carrubo ha una crescita lenta ma è molto longevo, potendo vivere centinaia di anni. La pianta inizia a produrre frutti a partire dai 10 anni. 
Le foglie hanno un colore verde scuro, brillante, sono piuttosto coriacee. 
Le piante sono dioiche, hanno cioè  o solo fiori maschili o solo fiori femminile, pertanto sono necessari più esemplari per avere la fecondazione. Esistono però varietà innestate con entrambi i fiori, maschili e femminili, questo consente di avere una sola pianta per la produzione dei frutti (proprio come quella che ho io in giardino)
I frutti, chiamate carrube, sono dei baccelli, lunghi 10-20 cm, che a maturazione assumono un colore marrone lucente. All'interno è presente una polpa zuccherina e morbida e dei piccoli semi. Sia la polpa che i semi della carruba sono utilizzati a scopo alimentare. La maturazione avviene a partire dalla fine di agosto. Negli esemplari più grandi è possibile avere sulla stessa pianta frutti maturi e frutti acerbi, in questo caso la raccolta è scalare. 


Farina di carrube
Occorrente
- carrube 
- frullatore Kenwood 
- macina caffè (facoltativo)
- teglie

Procedimento
- Lavare le carrube e lasciarle asciugare bene
- Spezzettare le carrube, privarle dei semi, e tritare la polpa grossolanamente 
- Trasferire il tutto in una teglia e tostare in forno caldo a 120 - 140°C (io ho fatto tutto nel forno a legna, dove la sera prima avevo fatto le pizze, la temperatura era più o meno questa che vi ho indicato. ) per circa 20-30 minuti: vi accorgerete che le carrube sono tostate perché diventeranno più croccanti e profumate.
- Macinate finemente le carrube, io ho usato il frullatore del Kenwood ed ho avuto una buona farina, se avete un macina caffè (il mio si è rotto) il risultato sarà sicuramente ottimo. 
- Conservate la farina di carrube in contenitori chiusi ermeticamente e al riparo dalla luce.

mercoledì 2 settembre 2026

Spaghetti alla Nerano


Dopo la pausa estiva riprende la nostra rubrica con le amiche di Italia nel Piatto e lo facciamo con un bel piatto di spaghetti
L'estate è ancora nel pieno, fa tanto caldo, la voglia di stare ai fornelli resta ai minimi storici e, almeno personalmente, preferisco preparare piatti freddi oppure primi veloci ma sfiziosi. Gli spaghetti rappresentano il piatto perfetto: pratici, veloci, economici e versatili. 
Di regione in regione vi presenteremo ricette realizzate con questo formato di pasta molto amato dagli italiani. Come sempre, vi parleremo di ricette della tradizione oppure realizzate con ingredienti tipici locali. 
Per la Campania ho scelto i famosi spaghetti alla Nerano, un piatto  cremoso a base di formaggi e zucchine, tipico della costiera sorrentina. 
 

Gli spaghetti alla Nerano
Gli spaghetti alla Nerano rappresentano un piatto tipico della Costiera sorrentina, nato per caso negli anni 50 nello storico ristorante "Maria Grazia", nel comune di Marina di Cantone, a Nerano. Questo delizioso piatto, oramai famoso in tutto il mondo, nacque quasi per gioco tra Maria Grazia, la fondatrice del ristorante, e il principe Francesco Caravita di Sirignano, detto Pupetto
Il nobiluomo chiese a Maria Grazia, o probabilmente alla figlia di quest'ultima, qualcosa di diverso dai soliti spaghetti al pomodoro, da realizzare con quello che c'era in cucina in quel momento: zucchine. formaggi locali, basilico, olio e aglio. La ricetta piacque talmente tanto al principe Pupetto che fu riproposta più volte, non solo agli amici del nobile ma anche ai clienti del ristorante e piano piano gli spaghetti alla Nerano divennero famosi. 
Inizialmente il piatto fu realizzato con formaggi di pecora e la ricetta fu tenuta riservata, tramandandone i segreti ai discendenti del ristorante. Negli anni fu introdotto tra gli ingredienti il provolone del Monaco e contemporaneamente gli spaghetti alla Nerano divennero agli occhi del mondo un vero e proprio gioiello della cucina campana. 


Spaghetti alla Nerano
Dosi per 4 persone
- 320 g di spaghetti
- 3 zucchine 
- 1 spicchio d'aglio
- 100 g di provole del Monaco 
- 40 g di parmigiano 
- qualche foglia di basilico fresco 
- Olio extravergine di oliva
- sale

Preparazione
  1. Lavate e spuntate le zucchine, poi tagliatele a rondelle e friggetele in olio ben caldo fino a che non diventano dorate, scolatele e tenetele da parte
  2. Intanto portate a bollore l'acqua e cuocete gli spaghetti
  3. Mentre la pasta si cuoce, aggiungete un giro d'olio nella padella dove avete fritto le zucchine e fate imbiondire lo spicchio d'aglio.
  4. Aggiungete le zucchine con qualche foglia di basilico spezzettata e togliete via l'aglio; addizionate anche un mestolo dell'acqua di cottura della pasta. Mescolate. 
  5. Scolate la pasta molto al dente, prelevandola con una pinza, direttamente nella padella con le zucchine fritte: non buttate l'acqua di cottura degli spaghetti perché vi servirà per completare il piatto. 
  6. Continuate la cottura della pasta, aggiungendo acqua di cottura poco per volta 
  7. Quando la pasta è pronta aggiungete i formaggi, mescolate brevemente, spegnete la fiamma e continuate a mescolare. 
  8. Impiattate gli spaghetti, guarnendo con foglie di basilico fresco. 

Ed ecco le altre ricette regionali per il tema di questo mese dedicato agli spaghetti

Lombardia Spaghetti alla crema di taleggio e noci 

Trentino-Alto Adige Spaghetti alla boscaiola

Veneto: Spaghetti co le cape 

Friuli-Venezia Giulia  Spaghetti in salsa di cipolle e acciughe
Emilia-Romagna Spaghetti con burro e Parmigiano Reggiano   

Toscana Spaghetti alla vigliacca

Marche Spaghetti alla fanese

Umbria Spaghetti al tartufo

Lazio  spaghetti con alici e pecorino

Abruzzo - Spaghetti cacio e ova, con guanciale e zafferano 

Molise  Spaghetti alla molisana 

Puglia  Spaghetti con le cozze alla tarantina

Basilicata Spaghetti con peperone crusco e mollica: un classico sapore lucano

Calabria Spaghetti alla Corte d’Assise

Sicilia Spaghetti con la Lampuga alla Siciliana 

Sardegna  Spaghetti all’Astice


Pagina Facebook: www.facebook.com/LItaliaNelPiatto 

Instagram: @italianelpiatto:  https://www.instagram.com/italianelpiatto/ 


martedì 21 luglio 2026

Come fare le pere sciroppate



L'estate non porta solo l'afa ma anche tanta frutta e quando vi ritrovate alberi carichi di ogni bontà un po' si regala e un po' ci si dà da fare con le conserve
La mia estate in barattolo è fatta di marmellate, frutta sciroppata, frutta essiccata e succhi di frutta e tra la frutta che abbonda quest'anno ci sono pere e prugne.

Le pere sciroppate in particolare sono molto apprezzate d'inverno: ottime da gustare così come sono oppure da usare per fare torte da credenza e crostate. Se fatte bene le pere sciroppate si conservano per mesi in dispensa. 

Prova anche


Quali pere usare
Tutti i tipi di pere si prestano bene per questa conserva, meglio però se quelle del vostro orto o del contadino di fiducia. Per realizzare le pere sciroppate usate frutta matura ma ancora soda, io evito le pere molli per farvi capire, che preferisco usare per i succhi o le confetture. Le dosi di sciroppo sono indicative per ogni Kg di frutta intera, naturalmente sono sovrastimate, ma questo per permettervi di addensare lo sciroppo fino al grado desiderato. Se dovesse avanzare dello sciroppo potrete usarlo per fare la bagna per i dolci. 
In particolare io ho usato una varietà di pera piccola, soda e succosa, che quando giunge a maturazione è ancora croccante. Questa pera ha un sapore acidulo, non eccessivamente zuccherino. 



Pere sciroppate 🍐
- 1 Kg di pere 
- 500 litro di acqua
- 300 g di zucchero 
- succo di 1 limone 

Procedimento 

  1. Lavate e sbucciate le pere, poi tagliatele in 4 spicchi, eliminate i semi e la parte più dura. 
  2. Lasciate le pere tagliate a spicchi oppure riducetele a dadini come ho fatto io.
  3. Tuffate le pere in acqua e limone, in questo modo rimarranno belle bianche. 
  4. Preparate lo sciroppo con acqua e zucchero nelle dosi indicate. Fate cuocere le sciroppo fino a che non diventa fluido e di un colore leggermente dorato.
  5. Sbollentate le pere per alcuni minuti, poi prelevate i pezzi di frutta con un mestolo forato e trasferiteli in una ciotola.
  6. Lasciate sobbollire lo sciroppo ancora qualche minuto.
  7. Trasferite i pezzi di pera in barattoli lavati e sterilizzati, poi coprite con lo sciroppo caldo. Chiudete subito.
  8. Quando i barattoli sono tiepidi procedete alla pastorizzazione: immergete i barattoli in una casseruola capiente, coprite con acqua (meglio se tiepida o comunque della stessa temperatura dei barattoli). Fate bollire per 20 minuti, spegnete e lasciate raffreddare nell'acqua.
  9. Conservate in luogo buio. 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...