mercoledì 9 maggio 2018

Insalata fredda di taccole e carote


Chi mi segue sa che le verdure in casa mia non mancano mai e, soprattutto, che seguo la stagionalità dei prodotti, anche grazie al fatto che li prelevo direttamente da madre natura. 

E' questo il periodo delle taccole, ovvero i piselli mangiatutto, che non vanno sgranati ma mangiati tal quali. 
Le taccole oltre a essere davvero molto buone, sono ricche di fibre, sali minerali e vitamine. 
Aumentano inoltre il senso di sazietà ed hanno un ridotto potere calorico, pertanto sono ottime per chi vuole mantenersi in forma, a parte di non eccedere troppo con i condimenti. 

Oltre a prepararle in insalata, le taccole possono essere anche gustate saltandole in padella con il burro e il formaggio oppure cotte con la cipolla e il pomodoro. 


Insalata fredda di taccole e carote
Dosi per 4 persone
- 600 g di taccole
- 4 grosse carote
- 20 olive verdi denocciolate
- 150 g di mais in scatola
- 3 cucchiai di oli extravergine di oliva
- 8 filetti di acciuga sottolio 
- Sale grosso quanto basta 

- Lavate e pulite le taccole, eliminando le due estremità e il filamento centrale, se molto lunghe tagliatele in 2 o più parti.
- Raschiate le carote e tagliatele a rondelle 
- Riempite una casseruola di acqua e portate a bollore, poi salate a piacere
- Tuffate le rondelle di carote nell'acqua e fatele cuocere per circa 7-8 minuti
- Addizionate anche le taccole e proseguite la cottura ancora per 7 minuti, devono diventare tenere
- Scolate gli ortaggi e lasciateli raffreddare nel colapasta
- Trasferite gli ortaggi freddi in una ciotola capiente e addizionate i filetti di acciuga spezzettati, le olive denocciolate, il mais e l'olio extravergine di oliva
- Mescolate il tutto e servite oppure conservate in frigorifero fino al momento di servire

Nota
- Ottima è l'aggiunta di 1 cucchiaio di aceto di vino oppure di mele 
- A piacere potrete anche aggiungere erbe aromatiche a vostra scelta, consiglio l'origano oppure l'erba cipollina, sia fresca che essiccata. 


Per imparare a coltivare, scegliere, pulire, conservare e cucinare la tua frutta e verdura di stagione ecco i miei libri, in vendita presso le librerie e online. 


lunedì 7 maggio 2018

Pasta frolla leggera allo yogurt


La pasta frolla leggera allo yogurt è una valida alternativa alla frolla tradizionale, soprattutto per chi come me è intollerante al lattosio oppure per chi sta a dieta ma non vuole rinunciare al dolce.
Questa frolla allo yogurt è ottima per fare biscotti e crostate. Io l'ho arricchita con della marmellata di limoni e l'ho usata per una golosa crostata con la marmellata di fragole. 


Pasta frolla allo yogurt
- 300 g di farina 00
- 1 uovo
- 1 vasetto di yogurt bianco (125 g)
- 100 g di zucchero semolato
- 1 cucchiaio di marmellata di limoni (oppure la buccia di 1 limone)
- 1/2 cucchiaino raso di lievito per dolci


Preparazione
- Fate la fontana con la farina, miscelata al lievito, e lo zucchero, poi versate al centro l'uovo e lo yogurt
- Addizionate anche la marmellata di limoni o la buccia del limone grattugiato
- Lavorate per bene, in maniera da incorporare tutti gli ingredienti, fino a ottenere un composto omogeneo (se usate come me la confettura nell'impasto allora il panetto non verrà liscio come la normale frolla al burro, ma avrà l'aspetto di quello in foto)
- Formate una palla con la pasta e avvolgete in pellicola
- Lasciate riposare la pasta in frigorifero prima di utilizzarla per fare biscotti o crostate.

venerdì 4 maggio 2018

Fette biscottate al cacao con lievito madre, senza burro


Tra i prodotti per la colazione, non mi faccio mai mancare le fette biscottate fatte in casa. 
Ogni volta che le faccio vario sempre la ricetta per creare qualcosa di nuovo. Questa volta  ve le presento in versione "abbronzata". Per avere questo effetto potrete utilizzare il cacao oppure il Nesquik oppure l'orzo (queste in foto sono con l'orzo).

Dando un'occhiata in giro, ho visto che le fette biscottate pubblicizzate come integrali, senza lattosio, con farine particolari, e così via, hanno prezzi davvero esagerati, per me assolutamente non giustificati.
Spesso chi acquista pensa che pagando di più ha un prodotto migliore dal punto di vista qualitativo e salutare, ma non è così. Meglio imparare a farsele in casa, basta davvero poco per avere un prodotto veramente genuino e, tra l'altro, che si conserva a lungo.
Potrete realizzare queste fette biscottate al cacao anche utilizzando il lievito di birra, avendo però l'accortezza di metterne poco e aumentare i tempi di lievitazione.


Fette biscottate al cacao con lievito madre, senza burro
Dosi per 1 o 2 stampi da plumcake (dipende da quanto volete alte le vostre fette biscottate, quelle in foto sono state realizzate in 2 stampi)
- 340 g di farina 0
- 50 g di lievito madre attivo (7 g di lievito di birra fresco)
- 180 ml di acqua 
- 2 cucchiai di cacao (oppure di Nesquik oppure di orzo)
- 30 g di zucchero semolato
- 60 ml di olio di semi oppure olio di oliva delicato
- 1 cucchiaino di miele


Procedimento
- Sciogliete il lievito madre nell'acqua appena tiepida, addizionate anche il miele e lo zucchero e fate amalgamare
- Aggiungete la farina miscelata al cacao e l'olio
- Lasciate lavorare l'impasto a velocità 1 per una decina di minuti circa
- Spegnete, trasferite la pasta su un piano e fate delle pieghe a 3, poi trasferite in una ciotola unta e lasciate riposare per almeno 4 ore, coprendo con pellicola per alimenti, bucherellando la superficie. 
- Riprendete la pasta e stendetela su un piano infarinato per formare un rettangolo
- Avvolgete il rettangolo a rotolo e disponetelo nello stampo per plumcake foderato con carta forno, oppure imburrato e infarinato
- Coprite ancora una volta con pellicola, sempre bucherellando la superficie, e lasciate lievitare fino a 1cm dal bordo dello stampo, circa 7-8 ore
- Infornate le fette biscottate a 180 °C per circa 30 minuti, coprendo con alluminio dopo circa un quarto d'ora
- Sfornate le fette biscottate, sformatele subito dallo stampo e lasciate raffreddare bene il panetto.
- Tagliate le fette biscottate allo spessore di 1/2 cm e stendetele su una teglia ricoperta di carta forno
- Tostate le vostre fette biscottate al cacao a 100 °C
- Conservate in contenitori a chiusura ermetica: si conservano per settimane




Qui troverai altre ricette di fette biscottate
- Fette biscottate a lievitazione naturale a lunga conservazione
- Fette biscottate alla crusca di grano
- Fette biscottate all'orzo (la ricetta di Motersino) 
- Fette biscottate con riso soffiato al cioccolato

mercoledì 2 maggio 2018

La Mozzarella di Bufala Campana



Questo mese noi dell'Italia del piatto vi parliamo di formaggi, portandovi in giro tra le varie regioni del Belpaese a scoprire quali sono le produzioni tipiche e le ricette ad esse legate.
Maggio è un mese perfetto per la produzione dei formaggi: il rigoglio dei pascoli erbosi fa si che gli animali producano un latte migliore dal punto di vista qualitativo e quantitativo, regalandoci così dei prodotti lattiero-caseari unici nel profumo e nel sapore. 

In Campania sono prodotti diverse tipologie di formaggi, tra cui il caciocavallo podolico, diversi pecorini e i formaggi da latte di capra, di vacca e di bufale.

Naturalmente non potevo non parlarvi di una nostra eccellenza, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo: la mozzarella di bufala campana


Questo formaggio, che per alcune zone si fregia del marchio di riconoscimento DOP, è prodotto in varie regioni del centro-sud Italia solo ed esclusivamente con latte intero, crudo, di bufala. 
La mozzarella di bufala ha forme (tondeggiante, ciliegina, bocconcino, nodino, ovolino, treccia)  e pezzature diverse (dai 10g agli 800 g con punte di 3Kg per le trecce).
Qualunque sia la forma e la pezzatura scelta, questo formaggio deve avere un colore bianco porcellanato, crosta sottile e superficie liscia; la struttura della pasta deve essere elastica, priva di difetti e occhiature; al taglio la mozzarella di bufala deve presentare la tipica scolatura biancastra di siero, segno che il prodotto è fresco.




In Campania sono molte le zone con produzioni di alta qualità, tra cui quelle del Casertano e quelle del Salernitano. 
Personalmente preferisco le pezzature medio-grandi, le trovo più saporite, mentre per quelle giganti mi oriento sempre sulla treccia.
Inoltre preferisco sempre il prodotto del giorno prima,  perché molto più gustoso.

Una volta acquistata la mozzarella di bufala va tenuta nel suo liquido di governo a temperatura ambiente, mai in frigorifero. D'inverno, poco prima di servirla è consigliabile tenere la busta immersa in acqua calda per una decina di minuti.
Per gustare appieno tutte le caratteristiche organolettiche di questo formaggio, la mozzarella di bufala andrebbe consumata entro un massimo di 2-3 giorni. Trascorso questo tempo, consiglio di passarla in frigorifero e utilizzarla come ingrediente in cucina. 



Io uso la mozzarella di bufala sulla pizza: in genere acquisto più mozzarella proprio per riservarne una parte alla farcia della pizza.
La pizza con mozzarella di bufala è una gustosità che potrete trovare praticamente in tutte le pizzerie Campane. Anzi, se fate un salto a Napoli non fatevi scappare l'assaggio di questa pizza, che sono sicura vi conquisterà. 


Pizza con Mozzarella di Bufala Campana DOP
- Mozzarella di bufala di 2-3 giorni quanto basta 
- Passata di pomodoro 
- Origano
- Olio extravergine di oliva 
- Basilico fresco 

- Preriscaldate il forno di casa alla massima potenza, funzione ventilato
- Stendete la pasta per pizza su un piano leggermente infarinato oppure nella teglia oleata 
- Mescolate la passata di pomodoro con l'origano, un filo di olio** e poco sale (solo se serve)*
- Stendete il condimento sulla pizza e infornatela
- Tagliate la mozzarella di bufala campana a fette spesse 1/2 cm e disponetele in un colapasta affinché perdano parte del loro liquido. 
- A metà cottura della pizza, distribuite le fette di mozzarella
- Portate a cottura la vostra pizza, sfornate e guarnite con foglie di basilico fresco prima di servire

Nota
* in genere le conserve fatte in casa sono più salate quindi evito di aggiungere sale, mentre quelle acquistate hanno un sapore più dolciastro, in questo caso è consigliabile aggiustate di sale. 
** Io aggiungo l'olio anche nel condimento al pomodoro, c'è chi preferisce addizionarlo a crudo sulla pizza appena sfornata. 



Ed ecco le proposte delle altre amiche blogger
Friuli Venezia Giulia: frico friulano
Abruzzo: fiadoni
Campania: la Mozzarella di Bufala Campana 
Sardegna: suppa cuata
















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