domenica 2 luglio 2023

Spiedini di salsiccia di suino nero casertano, formaggio primosale e pomodorini


Il tema di questo mese con la rubrica dell'Italia nel Piatto è dedicato agli spiedini. Le preparazioni che vi presenteremo saranno realizzate naturalmente con prodotti tipici locali.

Per la Campania vi propongo questi spiedini realizzati con la salsiccia di suino nero casertano, una razza autoctona dalle origini antichissime tanto da essere rappresentata in molte sculture e affreschi di epoca romana. 
Oggi la razza nera casertana è allevata in Campania, nel Molise e nelle province di Latina e Frosinone ed è molto apprezzata per le sue caratteristiche di rusticità e adattabilità ad ambienti poveri e difficili. 
Naturalmente anche la carne di questo suino è molto apprezzata per le sue eccellenti proprietà organolettiche. 
La carne di suino nero casertano è ottima consumata fresca oppure trasformata in deliziosi insaccati. 
Per sapere di più su questa razza, caratteristiche morfologiche e produttive, vi rimando a questo mio articolo scritto per la rivista di Agraria.or.


Spiedini di salsiccia di suino nero casertano, formaggio primosale e pomodorini
Dosi per 4 persone (8 spiedini) 
- 4 salsicce fresche di suino nero casertano 
- 400 di formaggio primosale 
- 4 pomodorini
- sale fino 

Procedimento
  1. Tagliare a tocchetti le salsicce, disporle in una teglia rivestita con carta forno e cuocere a 200°C per circa 25 minuti.
  2. Intanto tagliate il formaggio primosale a tocchetti spessi 2 cm 
  3. Lavate i pomodorini e tagliateli a metà, salate. 
  4. Componete gli spiedini alternano un tocchetto di salsiccia e uno di formaggio, chiudete gli estremi con la metà del pomodorino.
  5. Servite subito oppure passateli velocemente al grill per pochissimi minuti. 

 

Ed ecco le altre ricette proposte per il tema di oggi. 

Liguria: spiedini di gamberi e zucchine trombetta

Lombardia. Spiedini di Usei scapaà alla lombarda  

Trentino-Alto Adige. Spiedini ai sapori del Trentino-Alto Adige

Veneto. Spiedini di fegato alla veneziana 

Friuli-Venezia Giulia.  Uccelletti scappati alla friulana

Emilia-Romagna. Spiedini fritti emiliani

Toscana. Spiedini di fegatelli di maiale

Umbria. Spiedini di carne alla spoletina

Marche.  Spiedini di pesche, miele e timo al limone

Lazio. Spiedini di pasta biscotto

Abruzzo. Spiedini con caciotta fresca di pecora e capra e pomodori arrostiti 

Molise. Spiedini con polpette di melanzane e caciocavallo

Campania. Spiedini di salsiccia di suino nero casertano, formaggio primosale e pomodorini

Puglia. Spiedini di bombette pugliesi

Basilicata.  Spiedini di salsiccia e verdure estive. 

Sicilia. Involtini di Carne al pistacchio 

Sardegna. Is Ispinadas


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venerdì 2 giugno 2023

Pasta di Gragnano IGP con pomodorino giallo campano, carciofini viola e filetti di triglia




Il tema di questo mese per la rubrica dell'Italia nel Piatto è dedicato ai prodotti regionali a Km 0 o DOP /DOCG /PAT/IGP o presidio Slow food. Inoltre diamo anche il benvenuto a Ilaria, la nostra nuova rappresentante del Piemonte 😃💖

La Campania è una regione che vanta tantissimi prodotti agroalimentari con marchi di eccellenza, e altrettanti in attesa dei riconoscimenti di qualità alimentare. Molti di questi prodotti campani sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, giusto per citrarne alcuni abbiamo la Mozzarella di Bufala Campana DOP, i Limoni Costa d'Amalfi e i Limoni di Sorrento entrambi riconosciuti come IGP, ancora la Melannurca Campana IGP. In effetti l'elenco dei prodotti con marchio di qualità garantito è lungo, tra questi abbiamo vini, olio extravergine di oliva, frutta fresca e secca, ortaggi, formaggi, salumi e pasta.

Di alcuni di questi prodotti vi ho già parlato sulle pagine del mio blog, oggi ve ne presento uno nuovo, altrettanto famoso nel mondo: la Pasta di Gragnano IGP.


Il luogo
Gragnano è un comune della provincia di Napoli conosciuto in tutto il mondo perché qui si produce una pasta dalle eccellenti caratteristiche organolettiche, conferite al prodotto dalle particolari condizioni microclimatiche del luogo. Nella Valle dei Mulini, i cui ruderi ancora oggi si possono ammirare, l'acqua sorgiva di Gragnano alimentava i pistrini conferendo il suo gusto particolare all'impasto; la giusta combinazione di vento, sole e umidità permetteva poi una lenta essiccazione dei maccaroni. 

Stemma comunale di Gragnano 

La storia

Le prime aziende per la produzione della pasta nacquero a Gragnano intorno al 1500, in quel periodo però  nel luogo era fiorente l'industria tessile. Verso la fine del 1700 una moria dei bachi da seta provocò la crisi del settore tessile spingendo così la nascita di numerosi pastifici a conduzione familiare agli inizi del 1800. A metà secolo la produzione della pasta raggiunse il suo apice: a quell'epoca camminando lungo via Roma e piazza Trivione, oggi il centro di Gragnagno, si potevano ammirare i maccheroni esposti al sole ad asciugare. A un certo punto la produzione della pasta divenne talmente importante che nel 1885 fu inaugurata la stazione ferroviaria che collegava Gragnano a Napoli, da qui la pasta gragnanese poté raggiungere i mercati delle città italiane più importanti, come Milano, Torino e Firenze. 
Negli anni successivi i pastifici si sono modernizzati con macchinari elettrici ma dal dopoguerra il settore fu colpito da una profonda crisi dovuta alla concorrenza delle aziende del Nord Italia che disponevano di capitali maggiori da investire. Molti pastifici chiusero ma altri produttori tennero duro continuando la propria attività e puntando soprattutto sulla qualità e sulla costruzione di qualcosa che rendesse unica Gragnano e la sua pasta agli occhi dell'Italia e del mondo. 
 


La nascita del Consorzio di tutela della pasta di Gragnano e il riconoscimento del marchio IGP.

Nato nel 2003 dall’unione delle storiche aziende produttrici di pasta nell’omonimo Comune campano, il Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP è oggi il custode della lunga tradizione che ha fatto conoscere in tutto il mondo la “Città della Pasta”.
Grazie al Consorzio, nel 2013 la Pasta di Gragnano ha ottenuto il marchio di Indicazione Geografica Protetta, particolarmente significativo perché costituisce il primo riconoscimento comunitario di qualità assegnato alla pasta in Italia e in Europa.
Nato dall'unione di 4 pastifici di Gragnano oggi il Consorzio vanta ben 16 consorziati che svolgono la propria attività a tutela della Pasta di Gragnano 



Oggi la pasta viene prodotta seguendo le rigide norme del Disciplinare di Produzione della Indicazione Geografica Protetta "Pasta di Gragnano". Nell'art. 2 del disciplinare si cita che "La “Pasta di Gragnano” è il prodotto ottenuto dall’impasto della semola di grano duro con acqua della falda acquifera locale. I formati immessi al consumo sono, diversi, tutti tipici, frutto della fantasia dei pastai gragnanesi". 
Sempre nel disciplinare sono indicate le caratteristiche organolettiche che il prodotto finale dovrà avere, i rigorosi metodi di produzione da seguire fino alla etichettatura del prodotto e al suo logo di riconoscimento, il tutto sotto rigidi controlli che devono accompagnare ogni singola fase del processo produttivo. 




La ricetta 

E ora veniamo alla ricetta...conosco bene tutti i marchi della Pasta di Gragnano, volerne usare uno al posto di un altro non è stato facile, perché sono tutti prodotti di eccellenza. Per questa ricetta che vi presento oggi ho usato gli elicoidali della "Fabbrica della Pasta di Gragnano", sposando questo formato ad altri due prodotti di eccellenza nostrani: il pomodorino giallo campano e il carciofo violetto di Castellammare. 



Pasta di Gragnano IGP con pomodorino giallo campano, carciofini viola e filetti di triglia

Dosi per 4 persone 
  • 350 g di elicoidali della Fabbrica di Pasta di Gragnano
  • 200 g di filetti di triglia 
  • 500 g di pomodorino giallo campano
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco 
  • 4 carciofi viola 
  • 2 spicchi di aglio 
  • erba cipollina fresca 
  • olio extravergine di oliva q.b. 
  • sale 
  • pepe
Procedimento
  1. Pulite i carciofi eliminando le foglie esterne più dure. Tagliare ogni carciofo in 4 spicchi, eliminate l'eventuale peluria interna, poi trasferite i pezzi in acqua e limone. Tagliuzzate l'erba cipollina. 
  2. Fate imbiondire brevemente gli agli nella padella con l'olio extravergine di oliva, scolate gli spicchi di carciofi e fateli rosolare insieme all'erba cipollina giusto 1 minuto.
  3. Aggiungete i pomodorini gialli (io li ho lasciati interi ma se preferite li potrete tagliare a metà) e lasciate cuocere per altri 2-3 minuti. 
  4. Togliete gli spicchi di aglio dalla padella e addizionate  i filetti di triglia, salate e pepate, poi fate amalgamare i sapori per qualche minuti.
  5. Sfumate con il vino bianco e lasciate cuocere per un decina di minuti.
  6. Intanto cuocete le elicoidali della Fabbrica della Pasta di Gragnano e scolatele al dente. 
  7. Ripassate la pasta nel sughetto preparato, amalgamando  gli ingredienti per pochi minuti e servite. 

Ed ecco le altre ricette regionali proposte per il tema di questo mese

Piemonte. Tiramisù al vermouth


Liguria: zuppa di zucchine trombetta


Lombardia. Risotto al Gorgonzola Dop con noci e mirtilli


Trentino-Alto Adige. Trota Salmonata affumicata su rondelle di canederli con nastri di zucchine


Veneto. Pesche di Verona IGP sciroppate


Friuli-Venezia Giulia.  Pasta e fagioli di San Quirino


Emilia-Romagna. La rosa di Parma https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2023/06/la-rosa-di-parma.html 


Toscana. Segato di carciofi e pecorino


Umbria. Biscotti con farina di roveja e confettura


Marche.  Galette bretonne con casciotta d’Urbino DOP


Lazio. Spaghetti con le telline  https://www.merincucina.it/2023/06/spaghetti-con-le-telline.html


Abruzzo. Ravioli con ripieno di patate e pecorino


Molise. Spaghetti con la mollica di San : Giuseppe


Campania. Pasta di Gragnano IGP con pomodorino giallo campano, carciofini viola e filetti di triglia: la ricetta è qui.


Puglia. Carote di Polignano PAT sott'olio


Basilicata. Peperoni cruschi di Senise IGP fritti


Calabria. Bucconotti calabresi con marmellata di cedro Dop  


Sicilia. Galette all’origano con Pomodori di Pachino IGP


Sardegna. Filetto verso Sa Pompia


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venerdì 5 maggio 2023

Ricetta sciroppo di mandarini cinesi

Quando si realizzano le conserve sciroppate è facile che vi avanzi dello sciroppo. 

Lo sciroppo è una soluzione di acqua e zucchero, diversamente aromatizzata  in base alla frutta che avrete utilizzato, può diventare essa stessa una preziosa conserva che troverete utile per diverse preparazioni.

Lo sciroppo da frutta sciroppata in particolare risulta molto denso e aromatizzato per il fatto che la soluzione viene portata più volte al bollore con la frutta da sciroppare.

Questo sciroppo è ottimo per essere utilizzato come bagna per le torte, per insaporire le granite estive oppure come topping sui gelati. 

Mescolato con l'acqua frizzante diventa una sfiziosa bevanda che potrete servire anche ai più piccoli, oppure può essere utilizzato per preparare sfiziosi aperitivi.



Come realizzare lo sciroppo da agrumi sciroppati 
Lo sciroppo che vi presento oggi è stato realizzato con i mandarini cinesi. Potrete leggere la ricetta a questo link dove troverete tutte le dosi per realizzare 4 bottiglie circa da 1 litro di sciroppo. In poche parole quello che vi avanzerà dopo aver conservato i mandarini sciroppati. 
Se volete fare più sciroppo vi basterà aumentare le dosi indicate.

Per realizzare la vostra conserva di sciroppo di mandarini cinesi non dovrete fare altro che seguire questi step.

1 - Lavate accuratamente le bottiglie di vetro poi procede alla sanificazione seguendo uno dei seguenti metodi:
  • Microonde: riempite le bottiglie con due dita di acqua e sanificate alla massima potenza per 70 secondi circa (metodo consigliato se avete poche bottiglie da riempire)
  • Lavastoviglie: lavate le bottiglie e i coperchi con un lavaggio ad alte temperature (metodo consigliato se avete molte bottiglie da riempire)
  • Forno : inserite le bottiglie e i tappi nel forno freddo poi accendete a 130 °C quindi proseguite con la sanificazione per circa 30 minuti. 
  • Bagnomaria: metodo classico, trasferite bottiglie e coperchi in una capiente casseruola, riempite di acqua, attenzione che il bordo dell'acqua superi per almeno due dita i vasetti; portate a bollore e lasciate sobbollire per 30 minuti circa. 
Attenzione qualunque sia il metodo utilizzato i barattoli devono essere utilizzati subito, altrimenti perderete i benefici della sanificazione. 

2 - Intanto che i vasetti sono in sanificazione riportate a bollore lo sciroppo

3 - Versate lo sciroppo bollente nei vasetti ancora caldi usando una garza per filtrarlo da eventuali impurità. 

4 - Chiudete ermeticamente le bottiglie con i tappi sanificati. 

5- Quando saranno diventate tiepide procedete alla pastorizzazione, a partire da acqua fredda, per 20 minuti dal bollore. Spegnete e lasciate raffreddare le bottiglie nell'acqua. 

6 - Una volta fredde etichettate le bottiglie e riponete in luogo buio e asciutto 



Come usare lo sciroppo di mandarini cinesi 

Bagna per torte
Lo sciroppo può essere utilizzato tal quale pennellandolo sulle basi dei dolci. 

Acqua frizzante aromatizzata
Usate in proporzione 1:1 lo sciroppo e  l'acqua, conservate in frigo e consumare entro 24 ore. 

martedì 2 maggio 2023

Per la ricetta tratta da un libro: zuppa di fave, piselli e pancetta


Il tema di questo mese con le amiche dell'Italia nel Piatto è dedicato a una ricetta tratta da un libro di cucina regionale. Per la Campania avrei voluto postare una ricetta tratta da uno dei miei libri preferiti "A Tiella - Comme è bello o magnà", testo che fa parte della nostra famiglia da oltre 30 anni. Un libro che adoro perché ricco di ricette napoletane che oltre ad essere sfiziose e veloci sono anche alla portata di chiunque in cucina. Da questo testo ho tratto numerose preparazioni, alcune diventate miei cavalli di battaglia. 

Vi chiederete allora perché non ho usato questo libro per il tema di questo mese! Il fatto è che mi sono ritrovata con un bel secchio di fave fresche appena raccolte dall'orto e sfogliando tra i vari manuali di cucina campana che ho a casa, l'occhio è caduto su una ricetta che faceva al caso mio per consumare subito subito questi legumi. 

Il libricino in questione è La Cucina Napoletana in cento ricette tradizionali di Maria Giovanna Fasulo Rak. Un testo altrettanto ricco di spunti proprio come il primo che vi ho citato. 
Anche se datati entrambi i libri si trovano ancora sul mercato, anche se il secondo penso sia disponibile solo di seconda mano. 

Rispetto alla ricetta originale ho solo aggiunto i piselli. 


Zuppa di fave, piselli e pancetta
Fonte ricetta: La Cucina Napoletana in cento ricette tradizionali di Maria Giovanna Fasulo Rak -  Newton & Compton Editori.

Dosi per 4 persone
- 500 g di fave fresche
- 100 g di piselli novelli (mia aggiunta)
- 200 g di cipolle fresche 
- 100 g di pancetta tesa
- 25 g di lardo
- olio extravergine di oliva
- sale
- pepe
- Prezzemolo 

- Versate l'olio in una casseruola dai bordi ali, preferibilmente di coccio, e fatevi soffriggere il lardo tritato, la cipolla tagliata grossolanamente e la pancetta a dadini. 
- Quando il tutto si sarà rosolato aggiungete le fave, i piselli e il pepe. 
- Abbassate la fiamma e lasciate insaporire a tegame coperto rigirando spesso. 
- Ricoprite poi con acqua bollente, salate e continuate la cottura fino a  quando si saranno quasi sfatte. 
- La zuppa deve risultare piuttosto asciutta. 
- Poco prima di toglierla dal fuoco profumate con abbondante prezzemolo tritato e un pizzico di pepe.
- Potete anche servite la zuppa calda con un giro di olio extravergine di oliva crudo e crostini di pane


Ed ecco le altre proposte di questo mese
Emilia-Romagna. Bomba di riso alla piacentina https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2023/05/bomba-di-riso-alla-piacentina.html 
Toscana. Tortelli di acquacotta con salsa all’uovo, ricetta di Valeria Piccini (dal libro “Caino. Sapori di Maremma”)   
Umbria. Frascarelli umbri, ricetta povera da “Cucina Tuderte”
Marche.   Il Lattaiolo dal libro la cucina regionale italiana marchigiana 
Lazio. La concia di zucchine - ricetta ebraico-romanesca, liberamente tratta da “La Cucina Tradizionale Del Lazio" di Francesco Duscio  
Abruzzo. Amatriciana: storia e origini della ricetta, tratta dal libro “Itinerari d’Amore e Sapori” di Mirna Iannetti 
Molise. ‎La pizza con bicarbonato -'A pizze cù bicarbunate  da 'La cucina  termolese- Un antico matrimonio fra mare e terra'
Campania. Zuppa di fave, piselli e pancetta 
Puglia. Polpette di carne di cavallo, da "La cucina pugliese" di Luigi Sada 
Basilicata. L’ambrosia la ricetta del nettare degli dei da "Basilicata a tavola” guida gastronomica
https://www.quellalucinanellacucina.it/ambrosia-la-ricetta-del-nettare-degli-dei
Calabria. Tiana catanzarese
https://ilmondodirina.blogspot.com/2023/05/tiana-catanzarese.html.   
Sicilia. Sarde al Limone 
Sardegna. Minestra de patata arrubiata https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2023/05/minestra-de-patata-arrubiata.html



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