mercoledì 16 settembre 2026

Orecchiette pugliesi al grano arso, melanzane e scaglie di pecorino, con Nduja calabrese


Riprende il nostro appuntamento fisso con le amiche di "La pasta è magia". 
Per questa ripartenza vi propongo un piatto semplice e saporito realizzato con queste meravigliose orecchiette al grano arso, acquistate in Puglia.
Quando andiamo al mare facciamo sempre spesa in quella bancarelle che si trovano verso Gallipoli vecchia e, oltre qualche bella ceramica, prendo sempre le orecchiette, variando i gusti. Le mie preferite sono sicuramente queste al grano arso, dal sapore deciso e rustico. 


Orecchiette pugliesi al grano arso con melanzane, scaglie di pecorino e Nduja calabrese. 
Ingredienti per 4 persone
- 300 g di orecchiette al grano arso
- 3 melanzane
- 2 spicchi di aglio
- 3 cucchiai di Nduja calabrese*
- Olio extravergine di oliva
- Formaggio pecorino
- Sale

Note
* Io ho usato dell'Nduja spalmabile che non era molto forte, quindi regolatevi con il sapore del vostro salame. 

Procedimento 
  1. Lavate e spuntate e pelate le melanzane, poi tagliatele a cubetti
  2. Fate imbiondire gli spicchi d'aglio nell'olio e friggetevi le melanzane. Salate.
  3. Intanto cuocete la pasta 
  4. A cottura delle melanzane eliminate l'aglio e trasferite gli ortaggi in un piatto. 
  5. Fate sciogliere l'nduja nella stessa padella delle melanzane, attenzione non aggiungete altro condimento. 
  6. Quando il salume è sciolto addizionate anche le melanzane e le orecchiette prelevate con un colapasta o una schiumarola. 
  7. Saltate la pasta con il condimento per alcuni minuti, impiattate e servite con pecorino grattugiato a scaglie. 

 


Ed ecco le altre proposte di oggi 😋

giovedì 10 settembre 2026

Torta alle mandorle e pere


Dopo una breve pausa, riprende anche la nostra rubrica "vista in rivista" che, vi ricordo, ogni mese vi propone ricette viste e provate per voi sulle nostre amate riviste di cucina. 
Per questo nostro primo appuntamento post vacanze vi propongo una torta da credenza diversa dal solito, buona e semplice da realizzare. Vi assicuro che quando proverete questo dolce lo rifarete più e più volte. 



Le mie considerazioni
Attenzione ai tempi di cottura, che nel mio caso sono risultati minori rispetto a quelli indicati sulla rivista. 
Io ho usato delle pere sciroppate (le mie fatte in casa). 
Ho fatto più volte questa ricetta, usando come copertura anche della granella di pistacchio che ha dato una consistenza più "sgranocchiosa" alla superficie. 



Torta alle mandorle e pere 🍐
Fonte ricetta: Più Dolci - Ottobre 2016 
Dosi per 6/8 persone (anche 10)
- 180 g di burro a temperatura ambiente
- 3 uova
- 150 g di zucchero semolato
- 180 g di farina 00
- 6 g di lievito per dolci
- 1 pizzico di sale
- 2 cucchiai di latte
Inoltre
- 70 g di mandorle polverizzate (farina di mandorle)
- 300 g di pere mondate a cubetti (clicca qui per la ricetta delle mie sciroppate)
- 25 g di mandorle in scaglie

Procedimento
  1. Preriscaldate il forno a 175°C 
  2. Versate il burro, lo zucchero, la farina, il sale e il lievito in una ciotola capiente. 
  3. Aggiungete le uova, poi con un miscelatore elettrico lavorate l'impasto fino a renderlo liscio e cremoso (io ho fatto tutto in planetaria).
  4. Mettete da parte un quarto della massa e versate il resto in uno stampo da 20 cm di diametro, unto e infarinato.
  5. Cuocete la torta nel forno per 18/20 minuti (per me 15)
  6. Intanto mescolate le mandorle polverizzate e le pere a cubetti alla farcia tenuta da parte, aggiungete anche i 2 cucchiai di latte. 
  7. Sfornate la torta e distribuite sulla superficie la farcitura alle pere, poi completate con le mandorle a scaglie. 
  8. Rimettete in forno e protraete la cottura per altri 40 minuti (per me 30). Il dolce deve dorare in superficie, fate comunque la prova stecchino. 
  9. Sfornate la torta e ponete a raffreddare su una gratella. 


Ed ecco le altre ricette viste in rivista per voi 😉
Daniela Plumcake ai mirtilli
Elena Crema catalana al rosmarino 
Milena  Gelato di pistacchio e yogurt greco al miele (senza gelatiera)  

domenica 6 settembre 2026

Come fare la farina di carrube in casa


Qualche anno fa mi è stato regalato dai miei genitori un piccolo carrubo che da un paio di anni ha iniziato a produrre i suoi frutti dolci e profumati. Quest'anno in particolare ne ho fatto una bella raccolta e siccome io cerco sempre di recuperare tutto quello che madre natura mi offre, ho deciso di cimentarmi nella preparazione della farina di carrube. 
Prendendo spunto di qua e di là in rete ho trovato un mio sistema per fare la farina. Il risultato è stato più che soddisfacente, ora devo solo iniziare ad utilizzarla in qualche ricetta che pubblicherò sicuramente in futuro. 
 

Caratteristiche nutrizionali della farina di carrube
Le qualità nutrizionali della carruba e della sua farina sono conosciute fin dai tempi antichi, dalle popolazioni del Mediterraneo e del Medio Oriente, come alimento energetico, un dolcificante naturale e un rimedio medicinale. Nel tempo l'uso della carruba come alimento umano si è perso, divenendo invece una risorsa in ambito zootecnico. Oggi, però, si assiste a una riscoperta di questo frutto e delle su eccellenti qualità nutrizionali per l'uomo. 
Esistono due tipi di farina di carrube: quella  ottenuta dalla macinazione della polpa zuccherina e quella ottenuta dalla macinazione dei semi, quest'ultima utilizzata nell'industria alimentare come addensante per dolci, gelati e prodotti per neonati. 
La farina ottenuta dalla polpa è un'ottima sostituta del cacao, infatti, essendo priva di caffeina, rappresenta un'alternativa per le persone che devono evitare sostanze stimolanti; tra l'altro, il suo sapore e il suo profumo ricordano molto quello del cacao, ma con note aromatiche tostate più marcate. 
La farina di carrube è l'ideale per dolcificare e aromatizzare yogurt, frullati, creme, per realizzare dolci e primi piatti. 
La farina di carrube è ricca di fibre, vitamine del gruppo B, vitamine A ed E; contiene inoltre diversi sali minerali, tra cui: Calcio, Potassio, Magnesio e Ferro. 
Dal punto di vista energetico 100 g di farina apportano intorno alle 250 Kcal. 


Il Carrubo 
Il Carrubo (Ceratonia Siliqua) è una pianta sempreverde, tipica del mediterraneo, con un portamento elegante e imponente: il suo tronco, in particolare, può raggiungere dimensioni considerevoli ed assumere un aspetto tortuoso, molto simile a quella delle piante di olivo centenarie. La pianta adulta ha un'altezza compresa tra i 5 e i 10 metri, una chioma folta e tondeggiante.
Il Carrubo ha una crescita lenta ma è molto longevo, potendo vivere centinaia di anni. La pianta inizia a produrre frutti a partire dai 10 anni. 
Le foglie hanno un colore verde scuro, brillante, sono piuttosto coriacee. 
Le piante sono dioiche, hanno cioè  o solo fiori maschili o solo fiori femminile, pertanto sono necessari più esemplari per avere la fecondazione. Esistono però varietà innestate con entrambi i fiori, maschili e femminili, questo consente di avere una sola pianta per la produzione dei frutti (proprio come quella che ho io in giardino)
I frutti, chiamate carrube, sono dei baccelli, lunghi 10-20 cm, che a maturazione assumono un colore marrone lucente. All'interno è presente una polpa zuccherina e morbida e dei piccoli semi. Sia la polpa che i semi della carruba sono utilizzati a scopo alimentare. La maturazione avviene a partire dalla fine di agosto. Negli esemplari più grandi è possibile avere sulla stessa pianta frutti maturi e frutti acerbi, in questo caso la raccolta è scalare. 


Farina di carrube
Occorrente
- carrube 
- frullatore Kenwood 
- macina caffè (facoltativo)
- teglie

Procedimento
- Lavare le carrube e lasciarle asciugare bene
- Spezzettare le carrube, privarle dei semi, e tritare la polpa grossolanamente 
- Trasferire il tutto in una teglia e tostare in forno caldo a 120 - 140°C (io ho fatto tutto nel forno a legna, dove la sera prima avevo fatto le pizze, la temperatura era più o meno questa che vi ho indicato. ) per circa 20-30 minuti: vi accorgerete che le carrube sono tostate perché diventeranno più croccanti e profumate.
- Macinate finemente le carrube, io ho usato il frullatore del Kenwood ed ho avuto una buona farina, se avete un macina caffè (il mio si è rotto) il risultato sarà sicuramente ottimo. 
- Conservate la farina di carrube in contenitori chiusi ermeticamente e al riparo dalla luce.

mercoledì 2 settembre 2026

Spaghetti alla Nerano


Dopo la pausa estiva riprende la nostra rubrica con le amiche di Italia nel Piatto e lo facciamo con un bel piatto di spaghetti
L'estate è ancora nel pieno, fa tanto caldo, la voglia di stare ai fornelli resta ai minimi storici e, almeno personalmente, preferisco preparare piatti freddi oppure primi veloci ma sfiziosi. Gli spaghetti rappresentano il piatto perfetto: pratici, veloci, economici e versatili. 
Di regione in regione vi presenteremo ricette realizzate con questo formato di pasta molto amato dagli italiani. Come sempre, vi parleremo di ricette della tradizione oppure realizzate con ingredienti tipici locali. 
Per la Campania ho scelto i famosi spaghetti alla Nerano, un piatto  cremoso a base di formaggi e zucchine, tipico della costiera sorrentina. 
 

Gli spaghetti alla Nerano
Gli spaghetti alla Nerano rappresentano un piatto tipico della Costiera sorrentina, nato per caso negli anni 50 nello storico ristorante "Maria Grazia", nel comune di Marina di Cantone, a Nerano. Questo delizioso piatto, oramai famoso in tutto il mondo, nacque quasi per gioco tra Maria Grazia, la fondatrice del ristorante, e il principe Francesco Caravita di Sirignano, detto Pupetto
Il nobiluomo chiese a Maria Grazia, o probabilmente alla figlia di quest'ultima, qualcosa di diverso dai soliti spaghetti al pomodoro, da realizzare con quello che c'era in cucina in quel momento: zucchine. formaggi locali, basilico, olio e aglio. La ricetta piacque talmente tanto al principe Pupetto che fu riproposta più volte, non solo agli amici del nobile ma anche ai clienti del ristorante e piano piano gli spaghetti alla Nerano divennero famosi. 
Inizialmente il piatto fu realizzato con formaggi di pecora e la ricetta fu tenuta riservata, tramandandone i segreti ai discendenti del ristorante. Negli anni fu introdotto tra gli ingredienti il provolone del Monaco e contemporaneamente gli spaghetti alla Nerano divennero agli occhi del mondo un vero e proprio gioiello della cucina campana. 


Spaghetti alla Nerano
Dosi per 4 persone
- 320 g di spaghetti
- 3 zucchine 
- 1 spicchio d'aglio
- 100 g di provole del Monaco 
- 40 g di parmigiano 
- qualche foglia di basilico fresco 
- Olio extravergine di oliva
- sale

Preparazione
  1. Lavate e spuntate le zucchine, poi tagliatele a rondelle e friggetele in olio ben caldo fino a che non diventano dorate, scolatele e tenetele da parte
  2. Intanto portate a bollore l'acqua e cuocete gli spaghetti
  3. Mentre la pasta si cuoce, aggiungete un giro d'olio nella padella dove avete fritto le zucchine e fate imbiondire lo spicchio d'aglio.
  4. Aggiungete le zucchine con qualche foglia di basilico spezzettata e togliete via l'aglio; addizionate anche un mestolo dell'acqua di cottura della pasta. Mescolate. 
  5. Scolate la pasta molto al dente, prelevandola con una pinza, direttamente nella padella con le zucchine fritte: non buttate l'acqua di cottura degli spaghetti perché vi servirà per completare il piatto. 
  6. Continuate la cottura della pasta, aggiungendo acqua di cottura poco per volta 
  7. Quando la pasta è pronta aggiungete i formaggi, mescolate brevemente, spegnete la fiamma e continuate a mescolare. 
  8. Impiattate gli spaghetti, guarnendo con foglie di basilico fresco. 

Ed ecco le altre ricette regionali per il tema di questo mese dedicato agli spaghetti

Lombardia Spaghetti alla crema di taleggio e noci 

Trentino-Alto Adige Spaghetti alla boscaiola

Veneto: Spaghetti co le cape 

Friuli-Venezia Giulia  Spaghetti in salsa di cipolle e acciughe
Emilia-Romagna Spaghetti con burro e Parmigiano Reggiano   

Toscana Spaghetti alla vigliacca

Marche Spaghetti alla fanese

Umbria Spaghetti al tartufo

Lazio  spaghetti con alici e pecorino

Abruzzo - Spaghetti cacio e ova, con guanciale e zafferano 

Molise  Spaghetti alla molisana 

Puglia  Spaghetti con le cozze alla tarantina

Basilicata Spaghetti con peperone crusco e mollica: un classico sapore lucano

Calabria Spaghetti alla Corte d’Assise

Sicilia Spaghetti con la Lampuga alla Siciliana 

Sardegna  Spaghetti all’Astice


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martedì 21 luglio 2026

Come fare le pere sciroppate



L'estate non porta solo l'afa ma anche tanta frutta e quando vi ritrovate alberi carichi di ogni bontà un po' si regala e un po' ci si dà da fare con le conserve
La mia estate in barattolo è fatta di marmellate, frutta sciroppata, frutta essiccata e succhi di frutta e tra la frutta che abbonda quest'anno ci sono pere e prugne.

Le pere sciroppate in particolare sono molto apprezzate d'inverno: ottime da gustare così come sono oppure da usare per fare torte da credenza e crostate. Se fatte bene le pere sciroppate si conservano per mesi in dispensa. 

Prova anche


Quali pere usare
Tutti i tipi di pere si prestano bene per questa conserva, meglio però se quelle del vostro orto o del contadino di fiducia. Per realizzare le pere sciroppate usate frutta matura ma ancora soda, io evito le pere molli per farvi capire, che preferisco usare per i succhi o le confetture. Le dosi di sciroppo sono indicative per ogni Kg di frutta intera, naturalmente sono sovrastimate, ma questo per permettervi di addensare lo sciroppo fino al grado desiderato. Se dovesse avanzare dello sciroppo potrete usarlo per fare la bagna per i dolci. 
In particolare io ho usato una varietà di pera piccola, soda e succosa, che quando giunge a maturazione è ancora croccante. Questa pera ha un sapore acidulo, non eccessivamente zuccherino. 



Pere sciroppate 🍐
- 1 Kg di pere 
- 500 litro di acqua
- 300 g di zucchero 
- succo di 1 limone 

Procedimento 

  1. Lavate e sbucciate le pere, poi tagliatele in 4 spicchi, eliminate i semi e la parte più dura. 
  2. Lasciate le pere tagliate a spicchi oppure riducetele a dadini come ho fatto io.
  3. Tuffate le pere in acqua e limone, in questo modo rimarranno belle bianche. 
  4. Preparate lo sciroppo con acqua e zucchero nelle dosi indicate. Fate cuocere le sciroppo fino a che non diventa fluido e di un colore leggermente dorato.
  5. Sbollentate le pere per alcuni minuti, poi prelevate i pezzi di frutta con un mestolo forato e trasferiteli in una ciotola.
  6. Lasciate sobbollire lo sciroppo ancora qualche minuto.
  7. Trasferite i pezzi di pera in barattoli lavati e sterilizzati, poi coprite con lo sciroppo caldo. Chiudete subito.
  8. Quando i barattoli sono tiepidi procedete alla pastorizzazione: immergete i barattoli in una casseruola capiente, coprite con acqua (meglio se tiepida o comunque della stessa temperatura dei barattoli). Fate bollire per 20 minuti, spegnete e lasciate raffreddare nell'acqua.
  9. Conservate in luogo buio. 

venerdì 10 luglio 2026

Calamari ripieni di melanzane, patate e ricotta salata


Cari lettori, eccoci arrivati al nostro ultimo appuntamento estivo con la rubrica "Vista in rivista".  Per questa uscita vi propongo questi calamari con un ripieno diverso dal solito: melanzane e patate, con un delizioso sughetto allo zafferano. 

La ricetta è tratta da  "La Cucina Italiana", rivista che per me è sempre una garanzia di riuscita e che, per fortuna, si trova ancora in formato cartaceo presso le edicole. Sarà che pur vero che il digitale ci ha semplificato la vita ma preferisco di gran lunga il cartaceo. 

Vi consiglio di provare questi calamari ripieni con melanzane e patate perché sono davvero buonissimi! 

La rubrica va in vacanza, ci rileggiamo il 10 settembre!


Le mie considerazioni
Le mie uniche considerazioni riguardano le dosi degli ingredienti. Le dosi della ricetta sono per 10 calamari, io con la quantità di melanzane e patate son riuscita a farcirne 6, pertanto vi consiglio di aumentare i grammi degli ortaggi, tanto dovesse avanzarvi del ripieno potreste sempre aggiungere del pane e farci le polpette. Per il resto, vari passaggi e tempi di cottura, ho rispettato le indicazioni della rivista e mi sono trovata benissimo! 



Calamari ripieni di melanzane, patate e ricotta salata
Fonte ricetta: La Cucina Italiana - maggio 2021
Ingredienti per 10 calamari (a me 6)
- 450 g di melanzana tonda
- 300 g di patate
- 50 g di ricotta salata
- 1 bustina di zafferano (per me 2)
- 1 ciuffo di finocchietto
- maggiorana
- origano
- vino bianco secco
- olio extravergine di oliva
- sale
- pepe 

Procedimento 
  1. Lessate le patate in acqua bollente per circa 35 minuti (o finché non saranno diventate tenere)
  2. Eviscerate i calamari, eliminate la penna interna e gli occhi e sciacquateli bene. 
  3. Separate i ciuffi e sminuzzateli con un coltellino
  4. Tagliate la melanzana a cubetti e rosolateli in una padella antiaderente ben calda con un filo di olio insieme ai ciuffi di calamari tritati.
  5. Salate e cuocete per 10-12 minuti.
  6. Pelate le patate e schiacciatele in una ciotola; aggiungete qualche fogliolina di maggiorana e di origano, le melanzane coi ciuffi, la ricotta salata grattugiata e mescolate, insaporite con sale e pepe. 
  7. Riempite i sacchi dei calamari con il composto preparato e chiudeteli con uno stecchino.
  8. Rosolateli in una padella antiaderente con un filo d'olio e un pizzico di sale, a fuoco alto, facendoli colorire su tutta la superficie, in circa 5 minuti.
  9. Eliminate l'olio in eccesso e versate nella padella 200 g di vino bianco, nel quale avrete sciolto lo zafferano. 
  10. Aggiungete un ciuffo di finocchietto e fate insaporire per 2 minuti, quindi filtrate e accompagnate i calamari con questo sughetto, decorando con ciuffi di finocchietto. 

Ed ecco le altre ricette viste in rivista per voi 


giovedì 2 luglio 2026

Gamberoni alla cilentana



Eccoci con il nostro ultimo appuntamento, prima della pausa estiva, con le amiche di "Italia nel Piatto". Il tema di questo mese è dedicato ai "Sapori d'acqua" ovvero a quelle ricette della tradizione regionale legate al pesce, di acqua dolce e salata. 
Per la Campania ho preparato i gamberoni alla cilentana, un secondo piatto semplice e saporito. Esistono due varianti di questo piatto, quello al pomodoro e olive, che ho preparato oggi per la rubrica, e quello al limone, rigorosamente della Costiera Amalfitana. 



Gamberoni alla Cilentana🦐
Fonte ricetta: La Cucina Campana in cento ricette tradizionali - Newton & Compton Editori 
Dosi per 6 persone
- 1,5 Kg di gamberoni
- 750 g di pomodori passati
- 150 g di olive nere denocciolate
- 75 g di pangrattato
- 2 spicchi di aglio
- 1 dl di olio extravergine di oliva
- 1 cucchiaino di prezzemolo tritato
- sale e pepe q.b. 

Procedimento
  1. In un tegame piuttosto largo, contenente olio bollente, mettete i gamberoni, l'aglio e il prezzemolo e fate rosolare a fuoco vivace.
  2. Versate i pomodori continuando la cottura per alcuni minuti
  3. Aggiustate di sale e pepe, unite le olive e il pangrattato
  4. Passate in forno caldo per 5 minuti (200°C)

Ed ecco le altre proposte regionali

martedì 16 giugno 2026

Pasta fredda con rapa rossa, rucola, mandorle e scaglie di parmigiano

 


Il tempo vola ed eccoci con il nostro appuntamento estivo con la rubrica "la pasta è magia". Quest'anno per fortuna il caldo non sembra essere molto intenso, le temperatura sono piacevoli e le giornate non sono soffocanti come negli anni passati. Chissà luglio e agosto cosa ci riservano! Io intanto vi propongo un piatto freddo con prodotti salutari e dietetici: rapa rossa, rucola del nostro orto, mandorle e parmigiano. 

La rubrica va in vacanza, ci rileggiamo il 16 settembre con nuovi primi piatti di pasta! 


Pasta fredda con rapa rossa, rucola, mandorle e scaglie di parmigiano 
Dosi per 4 persone
- 350 g di pasta (per me rigatoni)
- 1 rapa rossa precotta grande
-  Rucola 
- una manciata di mandorle con pelle 
- parmigiano 
- 1 limone
- Olio extravergine di oliva
- Sale 

Procedimento
- Tagliate a fette sottili la rapa rossa: io ho usato una grattugia con mandolina
- Condite la rapa rossa con il limone e lasciate riposare
- Cuocete i rigatoni in abbondante acqua salata, scolateli, riponeteli in una ciotola con un cucchiaio di olio d'oliva, mescolate bene e lasciateli intiepidire.
- Quando la pasta sarà tiepida aggiungete la rapa rossa, le mandorle e altro olio, mescolate e trasferite in frigorifero per alcune ore.
- Prima di servire completate il piatto con rucola, scaglie di parmigiano e 1 filo d'olio. 

Ed ecco le altre ricette preparate oggi per voi

mercoledì 10 giugno 2026

Tartellette alla lattuga

Nuovo appuntamento con la rubrica "vista in rivista".  Per questo uscita vi propongo un antipasto sfizioso che potrete realizzare in qualunque momento dell'anno. Se avete ospiti potrete anche fare questa preparazioni in più step, anche il giorno prima. 


Le mie osservazioni
Vi consiglio di fare in casa la pasta brisè, io ho usato quella acquistata e purtroppo le mie tartellette non sono venute belle come quelle sulla foto della rivista. 
Personalmente ho aggiunto un mestolino di brodo vegetale per dare più sapore al ripieno e ve lo consiglio. 


Tartellette alla lattuga 
Fonte ricetta: Vero Cucina n.5 Maggio 2009 
Dosi per 4 persone
- 200 g di pasta brisè
- 200 g di piselli surgelati
- 1/2 cuore di lattuga
- 1 cipolla
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
- Sale

Procedimento
  1. Stendete la pasta e ritagliate 4 dischi da 10 cm di diametro circa. 
  2. Foderate con la pasta 4 stampini da 12 cm di diametro ricoperti con carta forno, bucherellate il fondo e le pareti con una forchetta e cuocete in forno a 180°C per 10-12 minuti, fino a quando la pasta risulterà dorata. Lasciate intiepidire.
  3. Tritate la cipolla e rosolatela nell'olio. Unite la lattuga tagliata a listerelle e i piselli a fate insaporire per qualche istante.
  4. Bagnate con 1 mestolino di acqua, coprite e cuocete per 20 minuti: verso la fine salate ed eliminate il coperchio in modo da far evaporare il fondo di cottura. 
  5. Sformate infinte i gusci di pasta e riempiteli con le verdure. 


Ed ecco le altre ricette viste in rivista per voi
Daniela Sfogliata con zucchine
Elena: Bicchierino di zucchine e stracchino
Milena: La pappa al pomodoro 

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